Fotografia di © Edson Chagas, Oikonomos, 2011. Su concessione dell'artista.
WSP Photography presenta un nuovo appuntamento del ciclo Visionary Africa, a cura di Alessandra Migani, con il patrocinio del Centro Studi Africani in Italia (CeSAI).
Venerdì 23 ottobre alle ore 19:00, WSP photography ospita nella sede di Via Costanzo Cloro 58, a Roma, il seminario “Fotografia in Angola. Maschere, volti e archivi di uno sguardo in transizione”. Per la prima volta l’incontro si potrà seguire sia in presenza sia online, aprendo la partecipazione a un pubblico più ampio.
Un uomo si copre il capo con un sacchetto della spesa. Il suo volto scompare dietro i loghi di un’economia globale, e quell’immagine dice più di molti discorsi su identità, consumo e memoria. È Oikonomos (2011), autoritratto di Edson Chagas, e da qui parte il nostro viaggio in Angola. Il Paese ha attraversato secoli di storia coloniale, una lunga guerra di liberazione e decenni di conflitto civile, per approdare a una delle trasformazioni urbane e sociali più complesse del continente africano. Da questo crocevia di memoria e presente, il seminario ripercorre oltre un secolo di fotografia angolana, dagli studi di epoca coloniale ai linguaggi contemporanei. Il filo conduttore è la transizione dello sguardo: gli angolani smettono di essere soltanto soggetti fotografati e diventano autori della propria immagine.



Si comincia da Luanda, con gli studi fotografici della famiglia Cunha Moraes e di José Nunes da Silveira, attivi tra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento. Qui la fotografia serviva soprattutto a costruire “tipi” etnografici anonimi destinati al consumo europeo: persone ritratte di fronte e di profilo, con didascalie che indicavano genere, età, professione ed etnia, ma mai il nome. Si trattava di fotografia stereoscopica, cioè di due immagini scattate da punti di vista leggermente diversi che, osservate attraverso lo stereoscopio, restituivano l’illusione della tridimensionalità. Una tecnica di grande successo nell’Europa dell’epoca, dove le vedute “esotiche” delle colonie si vendevano come intrattenimento domestico e come strumento di propaganda.

Uno sguardo sarà dedicato anche a Paulino Damião, noto come “Kota 50”, fotoreporter angolano di primo piano la cui vita e carriera riflettono direttamente la storia dell’Angola post-indipendenza. Il figlio sta lavorando al recupero dell’archivio paterno, e per ora le immagini disponibili in rete sono ancora poche. Il cuore del seminario è il lavoro di quattro fotografi angolani contemporanei. Edson Chagas (Luanda, 1977) ha portato l’Angola alla vittoria del Leone d’Oro per la miglior partecipazione nazionale alla Biennale di Venezia 2013, primo padiglione africano a ottenerlo. In Oikonomos si fotografa con sacchetti di plastica sul capo; in Tipo Passe ingrandisce la foto tessera a scala monumentale e la popola di volti coperti da maschere bantu. Delio Jasse (Luanda, 1980) lavora sugli archivi coloniali per svuotarli della loro autorità. Recupera album di famiglia abbandonati, passaporti scaduti e ritratti d’epoca e li rielabora con tecniche come la cianotipia e la platino-palladio, coprendo volti e dettagli con foglia d’oro e timbri burocratici. Il suo obiettivo è spezzare lo sguardo coloniale e restituire dignità a chi è stato reso anonimo. Mwana (Benguela, 1988) intreccia fotografia, installazione e performance in una lettura femminista di ruoli e storie personali. Il suo progetto sulla restituzione dell’arte africana dialoga con le questioni sollevate da Jasse. Eltina Gaspar (Luanda, 1994), fotografa e regista, usa la camera come strumento di ascolto, resistenza e riflessione, con progetti dedicati ai diritti umani, alla giustizia sociale e alle donne rurali.


L’obiettivo è duplice. Da un lato, presentare per la prima volta in forma organica una storia della fotografia angolana che troppo spesso è rimasta nascosta o confinata negli archivi. Dall’altro, offrire al pubblico italiano, e in particolare a studenti, fotografi, appassionati e curiosi, l’occasione di incontrare alcune delle voci più significative di una tradizione viva, che non è soltanto memoria ma anche creazione contemporanea.


Modalità di partecipazione:
Quota di partecipazione: 10 € per entrambe le modalità di partecipazione (online e in presenza).
La quota per la partecipazione in presenza comprende una consumazione
Prenotazione obbligatoria: info@collettivowsp.org


Fotografia di © Edson Chagas, Oikonomos, 2011. Su concessione dell’artista.