covid reportage national geographic

Da più di un mese a questa parte, sono diversi i servizi e reportage ai tempi del Covid-19, usciti su riviste e siti internazionali, realizzati da fotografi di tutto il mondo per coprire l’emergenza che stiamo vivendo. Ciascuno secondo il proprio stile e linguaggio, dai servizi di news, ai documentari, a lavori più intimi e personali.

In questo articolo abbiamo selezionato alcuni dei lavori e reportage più interessanti.

 

Fabio Bucciarelli per New York Times

Fabio Bucciarelli è un fotoreporter pluripremiato, proprio pochi giorni fa è stata annunciata la vittoria del suo secondo World Press Photo nella categoria General News Story, noto per la sua documentazione di conflitti e conseguenze umanitarie della guerra.
Il suo intenso e toccante reportage realizzato per New York Times nella provincia di Bergamo in piena emergenza, ha fatto il giro del mondo. Immagini universali che il reporter ha “fermato per sempre per racchiudere tutto quello che non potremo mai dimenticare per anni e anni”. Il reportage integrale è stato anche pubblicato sul numero di domenica 5 aprile dell’Espresso.
Cliccando qui il reportage integrale. (NYT richiede registrazione gratuita per visionare i materiali).

fabio bucciarelli new york times
@ Fabio Bucciarelli

 

Alex Majoli “The Eye of the Storm”

Nell’occhio del ciclone il lavoro realizzato dal fotografo Magum, celebre agenzia dove ha ricoperto anche il ruolo di Presidente, in Sicilia e pubblicato su Vanity Fair.

Sono nato a Nord, a Ravenna –  ha detto Majoli nell’intervista a Vanity Fair –. A Nord, le persone sono brave a mascherare la loro angoscia. Ma in Sicilia, tutto è sempre più teatrale, più epico. Provano dolore più profondamente, più filosoficamente, perché la loro visione del mondo è indietro di un paio di secoli. In Sicilia, ho capito, vedrei più di un senso visivo di questa tragedia”.

Alex Majoli Covid
@ Alex Majoili

 

National Geographic “Lavorare da casa”

Anche la nota rivista sta dedicando diversi servizi a coprire l’emergenza da diverse angolazioni. Oltre ad articoli più propriamente scientifici, segnaliamo in particolare alcuni reportage che collezionano immagini da fotografi di tutto il mondo che pongono l’attenzione su alcuni aspetti collaterali al Covid come l’isolamento casalingo o il lavoro da casa.

” I nuovi rituali di una cultura pandemica ci impongono ora di lavorare da casa. Come ogni altro fenomeno associato alla crisi del coronavirus, lo vedevamo arrivare, ma non capivamo appieno cosa realmente vedere. Inizialmente, abbandonare la routine d’ufficio poteva essere vista come una sorta di liberazione, una sorta di “La scuola è finita!” per adulti. Cosa può esserci di meglio di più tempo da trascorrere nelle proprie dimore? E, davvero, perché non lavorare nel luogo in cui viviamo? In quale altro luogo possiamo essere più rilassati, più autenticamente noi stessi e dunque più produttivi? Cosa mai potrebbe andare storto?”
@ Stephanie Sinclair

National Geographic e Magnum: le immagini più emozionanti delle famiglie in isolamento

Anche qui un’altra bellissima selezione di immagini più intime che raccontano la quotidianità. Il coronavirus ha “congelato” ogni famiglia al proprio posto. Dalla Normandia a Mosca fino a Johannesburg, le precauzioni per la pandemia stanno costringendo le famiglie a un’intensa intimità o a una netta separazione. I fotografi di National Geographic e di Magnum Photos ci presentano uno sguardo globale su come il coronavirus sta condizionando i “mondi” che vedono dalle loro finestre.
covid reportage national geographic
@ Ian Teh

 

I diari della Magnum

Ogni giorno, sul sito dell’agenzia Magnum, i diari delle giornate ai tempi del Covid, con contributi dai loro fotografi provenienti da tutto il mondo.
Qui ad esempio il diario della giornata del 17 aprile, con una foto, tra le altre, dell’italiano Lorenzo Meloni, uno dei più giovani fotografici della storica agenzia.

lorenzo meloni magnum
@ Lorenzo Meloni

 

Andrea Frazzetta: i volti del personale medico

Non possiamo dimenticare gli altri grandi co-protagonisti di questa storia anzi, gli eroi come sono stati definiti da molti. Andrea Frazzetta, fotografo e contributor per National Geographic Travel e New York Times, proprio per quest’ultimo pubblica una serie di toccanti ritratti. Purtroppo proprio durante la realizzazione di questo servizio, il fotografo è stato raggiunto dalla notizia che sia la mamma che il papà avevano contratto il virus. L’8 aprile sua mamma Anna è morta in un ospedale milanese. A lei è dedicato questo servizio.
«Nell’amato ricordo di Anna, mia madre. Non potevi vincere questa battaglia, ma sono sicuro che ci stai sostenendo tutti da lassù. È grazie a te se sono diventato fotografo. Continuerò a fare ciò che mi hai insegnato, ad amare la vita, ad amare gli altri e a vivere con coraggio»
Sul suo profilo instagram potete trovare molti dei ritratti realizzati.
andrea frazzetta nyt
@ Andrea Frazzetta

New York Time : The big empty

A pochi giorni da quella che potrebbe essere la fine della “Fase 1” in quasi tutto il mondo, chiudiamo con uno dei primi reportage pubblicati sempre su NYT che ci racconta il grande vuoto che ha ricoperto capitali e città di tutto il mondo. Anche qui le foto di due italiani, Alessandro Grassani, che abbiamo avuto il piacere di ospitare al WSP per una mostra, e Alessandro Penso.

Se volete segnalarci altri servizi interessanti ai tempi del Coronavirus, scriveteci a: info@collettivowsp.org