Letizia Battaglia è ancora oggi identificata soprattutto come  fotografa di mafia. Ma anche nella stagione che più l’ha vista impegnata a documentare l’inferno quotidiano per le vie di Palermo, il suo sguardo ha voluto e saputo volgersi in altre direzioni, per mettere a fuoco -nel paesaggio della sua città o altrove, la trama diffusa di una disperata vitalità.
L’evocazione di Pasolini non è casuale. Non solo perché il poemetto Una disperata vitalità propone un ritratto profetico dell’artista testimone del suo tempo, che sceglie di insediarsi ai margini del mondo contemporaneo, ma perché lo stesso Pasolini è il protagonista di una delle immagini che Letizia Battaglia ha voluto esporre in questa occasione.
La mostra romana, negli spazi di s.t. foto libreria galleria, a cura di Mariachiara Di Trapani -che da diversi anni collabora con la fotografa, propone una selezione di fotografie vintage, ovvero di stampe originali provenienti dall’archivio personale di Letizia Battaglia: una trentina di immagini di formato diverso che ripercorrono il suo percorso creativo nell’arco di poco più di un ventennio, dal 1972 al 1993, privilegiando i lavori meno direttamente implicati con le cronache della violenza criminale.
In alcuni casi, lo scenario umano e sociale appare contiguo a quello degli scatti dedicati alle vicende più sanguinose della Palermo di quegli anni. Letizia Battaglia non può fare a meno di cogliere le tracce di solitudine, miseria, sgomento, disseminate nei suoi itinerari cittadini. Donne, bambini, anziani, perfino gli animali, paiono investiti dal ruolo di coro muto e impotente di un dramma che si consuma come una calamità naturale.
Ma in questa stessa realtà, nel vissuto degli attori più marginali della Cronaca e della Storia, l’occhio della fotografa mette a fuoco anche altro: un repertorio di mimica e gestualità -stazionamenti, fughe, legami, smorfie, trucchi-  in cui sembrano fatalmente congiungersi verità e bellezza.
Questa ricerca sulla bellezza in quanto abito espressivo e comunicativo, dono o esercizio capace di sottrarci, se pur provvisoriamente, al silenzio e alla morte,  ha condotto Letizia Battaglia anche verso territori meno familiari: dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Turchia allo Zaire, è soprattutto sull’universo infantile che si posa il suo guardo affettuosamente complice.
La scelta di Letizia Battaglia di esporre alcuni rari esemplari di stampe vintage di cui è ancora in possesso, si accompagna a quella -apparentemente agli antipodi- di produrre in occasione della mostra una open edition di due scatti: una riedizione digitale senza tiratura (e dunque ad un prezzo contenuto) del ritratto di Pasolini e di un’altra foto da lei particolarmente amata.

info: s.t foto libreria galleria
giovedì 16 dicembre
ore 18:00:  incontro con Letizia Battaglia e Giovanna Calvenzi, autrice del libro Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni (Bruno Mondadori, 2010).
ore 19:00: inaugurazione della mostra

orari: da mercoledì a domenica 11:00-20:00; martedì 15:00-20:00.
durante le festività natalizie gli orari di apertura potranno subire delle variazioni

s.t. foto libreria galleria
via degli Ombrellari, 25
Roma 00193
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