RIVEDENDO L’AQUILA

a cura di Giorgio Stockel

Inaugurazione: giovedì 4 novembre 2010, ore 17:30

Dal 4 al 19 novembre, la mostra è aperta dal lunedì al venerdì, ore 10:00-18:00


Rivedendo l'Aquila
Conseguente la crisi economica del 1929, Franklin Delano Roosevelt durante la Grande Depressione commissionò una documentazione fotografica sullo stato della nazione, nota con il nome di Farm Security Administration. Il lavoro sistematico compiuto dai fotografi era riuscito a far vedere e comprendere agli americani la drammaticità della situazione.
La scarsa e parziale informazione rende incapaci le persone a rappresentarsi e comprendere cosa sia successo quel 6 aprile del 2009. Lo scopo della mostra è di dare un contributo a rappresentare per comprendere.
Due sezioni della mostra sono dedicate a due fotografi: Francesco Galli italiano e Michael Horowitz statunitense, due diverse culture e prospettive, hanno registrato le distruzioni, l’assenza della popolazione e la cessazione di ogni attività umana all’interno delle antiche mura di una città che è capoluogo della Regione Abruzzo.
Le altre tre sezioni prodotte da Giorgio Stockel sono dedicate: la prima a documentare le vicende urbanistiche ed edilizie dal 1860 al 1958; la seconda a rappresentare visivamente la città con immagini dei primi anni Ottanta; la terza a documentare, strada per strada, le attuali condizioni edilizie della Zona Rossa, interdetta ai suoi abitanti ancora dopo un anno e mezzo dal sisma.
Negli anni Settanta  Stockel aveva condotto due sistematiche ricerche sul tessuto urbano della città.
La prima ricerca è consistita nel recuperare dagli archivi aquilani la documentazione degli interventi di ristrutturazione e sostituzione edilizia avvenuti tra il 1860, data dell’Unità d’Italia, ed il 1958 data del PRG Piccinato Majoli. I risultati furono pubblicati all’Aquila nel 1981, in un volume ora esaurito, dalle Edizioni del Gallo Cedrone con il titolo “La città dell’Aquila. Il centro storico tra il 1860 ed il 1960”, 624 pagine, 1362 riproduzioni di disegni.
La seconda ricerca ebbe lo scopo di rappresentare la città visibile e vivente. Tra il 1982 ed il 1983 fu eseguito un rilievo fotografico sia delle parti di notevole interesse, sia di quelle dove una sconsiderata attività edilizia aveva alterato e spesso deturpato la qualità ambientale. Il risultato fu pubblicato sempre all’Aquila nel 1989 dalla Editrice Futura con il titolo “L’Aquila. La città esistente”, 398 pagine, 727 fotografie.
Michael Horowitz, Francesco Galli e Giorgio Stockel hanno documentato le condizioni della parte antica dell’Aquila con riprese fotografiche iniziate pochi giorni dopo il terremoto del 6 aprile e prolungate fino al giugno del 2010.
Agli edifici sani, staticamente efficienti, le scosse sismiche del 6 aprile hanno provocato scarsi danni, ma hanno provocato danni consistenti agli organismi deboli per povertà di mezzi costruttivi impiegati, per trascurate manutenzioni, per errate trasformazioni strutturali, per incompetenti progettisti, per incompetenti o dolose azioni delle imprese e dei direttori lavori, per incuria delle strutture preposte alla sorveglianza.
La memoria degli uomini è corta, è necessaria la fondazione di un luogo che ospiti e raccolga in continuazione documenti sulla storia degli eventi sismici, dei danni provocati, dei metodi di intervento adottati immediatamente dopo quegli eventi, delle metodologie urbanistiche adottate, tutto questo ed altro al fine di costruire una memoria attiva che da una parte ricordi in continuità cosa sia accaduto e, dall’altra, conduca una azione educativa quotidiana, in particolare nelle scuole, che indichi come comportarsi consapevolmente in un’area a forte sismicità, pensando che quello del 6 aprile non sarà certamente l’ultimo dei gravi terremoti.
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