(c) Alessandro Serranò
Questa sera il reportage di Alessandro Serranò, fotografo del Collettivo WSP, si arricchisce di un ulteriore parte: un ciclo di interviste effettuate sul campo in collaborazione con la giornalista Antonella De Biasi che saranno trasmesse per l’intera settimana durante la trasmissione 3 soldi, a partire dalle 23.30.
L’Idroscalo di Ostia è conosciuto come il luogo del ritrovamento del cadavere di Pier Paolo Pasolini nel 1975. E’ un’enclave abitativa alle porte di Roma, sorta abusivamente nel corso degli anni, stretta tra il mare e il fiume Tevere.
All’Idroscalo è passata la Storia. Negli anni ‘30 fu teatro dei primi esperimenti dell’industria aeronautica italiana. La seconda trasvolata atlantica di Italo Balbo, nel ’33, fu accolta trionfalmente proprio qui. Sulla spiaggia dell’Idroscalo si sono avvicendati anche tanti set cinematografici, nel periodo della Hollywood sul Tevere.
Dagli anni ‘60 ad oggi, con le varie migrazioni, oltre al romano proveniente dalle borgate, si trasferiscono stranieri che non hanno casa e che con pochi soldi rimediano una baracca.
Ogni anno, d’inverno, questa comunità di circa 400 famiglie fa i conti col maltempo che allaga le case poste sotto il livello del fiume.
Molti degli abitanti storici di questa comunità, respinta e disconosciuta in questi anni dalla “città ufficiale”, non andrebbero mai via, nonostante uno sgombero del Comune avvenuto il 23 febbraio 2010.
Nato come provvisorio, questo luogo di proprietà del demanio, è considerato zona franca. L’Idroscalo è l’ultima borgata di Roma, è la periferia cresciuta insieme alla città ufficiale e ha accolto gli scarti di quest’ultima. Un posto che non ti aspetti, ricco di storie e di tanta umanità.
L’area è destinata ad essere riqualificata. C’è di mezzo il progetto di ampliamento del porto turistico di Roma. Gli abitanti della comunità vorrebbero far parte del futuro del luogo. Ma è una storia che ancora non è stata scritta.
Dal 18 al 22 ottobre ore 23:30
More info: 3 soldi
foto di Alessandro Serranò