(c) Giovanni Marrozzini
Numerosi africani, soprattutto donne e bambini che vivono in Somalia, Etiopia, Zambia e Angola, sono stati immortalati nelle  fotografie in bianco e nero della mostra fotograficaMAMA, l’Africa di Giovanni Marrozzini” ospitata a Ferrara, nella Casa di Ludovico Ariosto, dal 25 settembre al 12 dicembre 2010.
Giovanni Marrozzini, fotoreporter free-lance autore degli scatti, seguendo il suo consueto modus operandi, ha vissuto a lungo in Africa, continuativamente per mesi, tanto da diventare un appartenente alla comunità ospitante di loro e poi ha fotografato queste persone. Il racconto per immagini che ne è scaturito ci permette di toccare con mano quanta condivisione di emozioni e sentimenti, umanità ed empatia, siano stati vissuti in prima persona sia da Marrozzini, sia dall’altra parte, durante i loro incontri. L’esecuzione tecnicamente perfetta ci trasporta in quei luoghi immergendoci in realtà diversissime da quelle alle quali siamo abituati, dove è stato accolto con semplicità questo fotografo, riconoscendo in lui quanto coinvolgimento provasse per le realtà locali. Si avverte con commozione il profondo legame di arricchimento interiore che si è instaurato tra le due parti e non si può non essere grati di diventarne compartecipi.
Marrozzini è sempre alla ricerca delle radici socio-culturali delle popolazioni tra le quali vive le sue esperienze in alcuni periodi dell’anno per capire a fondo i loro usi, costumi e tradizioni. Quanto egli sia dotato di straordinaria sensibilità e tratti con immenso rispetto l’altro che ha di fronte lo si può notare ancora meglio nelle fotografie scattate durante la sua permanenza tra due comunità nell’Etiopia sud-occidentale nel 2006.
Nel distretto agricolo del Wolayta, a 400 km a sud di Addis Abeba, tra il fiume Omo e il Lago Abaya, ha documentato con estrema delicatezza le donne del luogo anche nell’aspetto culturale e sociale africano più atavico e intimo della pratica della circoncisione femminile – mutilazione genitale femminile (MGF), escissione, infibulazione in Occidente – nel passaggio all’età adulta e nel riconoscimento nella comunità. La raccolta di foto è intitolata Eve ed è stata pubblicata in un libro (Damiani Editore, 2006).
A Soddo, capoluogo del Wolayta, Marrozzini ha vissuto in una comunità di giovani non vedenti. Ha ritratto con grande passione e talento ciechi che frequentano una scuola a loro riservata e poi, una volta cresciuti e diventati ragazzi, lavorano come operai in una vicina fabbrica di mattoni. Queste fotografie, scattate in modo poetico e speranzoso, nonostante la drammaticità, appartengono alla raccolta Falene, pubblicata in un libro (Monografie FIAF, 2006).
Due ambientazioni sonore con le voci appartenenti a Giovanni Marrozzini, a una persona cieca e a donne africane genovesi, risuonano nelle sale dell’esposizione. Alcune fotografie, in versione toccabile semplificata, e un sistema di illuminazione che alterna la luce al buio rendono accessibile la mostra anche al tatto e all’udito, alla presenza di personale qualificato.
BIOGRAFIA
Giovanni Marrozzini è nato a Fermo nel 1971, dove vive e lavora, ma spesso si trasferisce temporaneamente all’estero per lavorare come fotografo freelance. Autodidatta, inizia a fotografare nel 1996 e dopo il 2003 dirige il suo interesse alle tematiche socio-culturali. Su commissione di diverse ONG nazionali e internazionali ha realizzato numerosi reportage in Africa, Centro America, Balcani, raccolti in libri fotografici.
E’ stato insignito di numerosi premi: il ‘Gran Premio Epson Italia’ Miglior portfolio del 2006; il ‘Gold Award with Distinction’ e la nomina di ‘Photographer of the Year 2007’ nella IX Edizione della ‘Convention Internazionale Orvieto Fotografia’; il ‘Premio Internazionale Flavio Faganello’ nell’ambito di ‘RoveretoImmagini’; il ‘Premio Internazionale di Fotografia Umanitaria Luis Valtueña’ nel 2008.
fonte: Periodico Italiano