Nato in Valtellina nel 1977. Arriva Milano per seguire i corsi al Politecnico ma nello stesso periodo frequenta i corsi fotografici presso lo I.E.D. Nel 1999 si è trasferito a New York dove, due anni più tardi, ha terminato gli studi con una specializzazione in fotografia. Attualmente lavora e vive a Brooklyn. I temi da lui ritratti spaziano dall’arte al documentario. Dal 2004 è entrato a far parte dello staff di fotografi della Contrasto

1) Sò che sei appena arrivato ad Haiti raccontaci come è la situazione.

La situazione è drammatica ma lo era  comunque anche prima del terremoto. 

2)In situazioni come quella che stai vivendo ad Haiti come ci si prepara
e soprattutto come si lavora?

Non sono un fotografo di news quindi mi preparo facendo una ricerca su
eventuali soggetti e temi che ritengo possano essere interessanti per
sviluppare una storia fotografica.Si lavora nel caos quindi  bisogna essere determinati e avere le idee ben chiare.

 3)Quando hai iniziato a fotografare avevi un sogno da realizzare come fotografo? ad esempio vincere un premio, esserepubblicato su una rivista precisa, fare una personale in un luogo prestabilito? O era qualcosa di più filosofico come fare unreportage per far aprire gli occhi alla gente?Lo hai realizzato?

Viaggiare e fotografare per conoscere nuove realta’. 

4)In “City of cars” hai scelto di rapresentare la crisi di Detroit
fotografando delle case abbandonate dall’esterno,trasferendo a chi guarda
un senso di inquietudine,precarietà, di crisi. Usando un linguaggio
fotografico diretto e senzafronzoli hai trasmesso moltissimo allo
spettatore. C’è un linguaggio fotografico “universale” o il linguaggio
fotograficodeve adattarsi al luogo e alla storia?

Non esiste un linguaggio fotografico universale.Io  credo in una fotografia diretta e semplice dal punto di vista compostivo dove cio’ che conta e’ la forza del soggetto fotografato.A seconda di dove mi trovo adatto il modo di illustrare la storia ma non il modo di fotografare.

5)Quando è stato il momento in cui hai capito che saresti stato un fotografo e quanto è stato difficile diventarlo?

Quando ho scoperto che la fotografia poteva essere il  mezzo artistico
ideale per esprimere i miei pensieri e concetti.
E’ molto difficile diventare fotografo portando avanti le tue idee e le
tue scelte senza scendere a compromessi.E’ una sfida che tutt oggi
continua.
Theo Volpatti
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