L’inesorabile desertificazione del pianeta, uno dei problemi ambientali più sentiti del nostro tempo, con le conseguenze sulla vita delle comunità che abitano i luoghi interessati, è al centro della mostra “Io, Maasai, perdo la terra” ospitata nel Museo Tridentino Scienze Naturali dal 18 dicembre al 28 febbraio.

Maasai - foto di Carlo Mari
La mostra racconta il rapporto tra ambiente e società umane, prendendo come filo conduttore la realtà del popolo maasai, pastori-guerrieri che abitano da secoli le savane dell’Africa settentrionale al confine tra Kenya e Tanzania. Allevatori di bovini, i maasai hanno seguito da secoli una vita nomade, muovendosi su vasti territori e seguendo i ritmi delle stagioni, stile di vita che è andato progressivamente modificandosi, sino a divenire stanziale, in seguito alla colonizzazione occidentale e alla loro estromissione da molti parchi e riserve.
Il cambiamento di vita ha portato a queste piccole comunità problemi di sovrabbondanza di pascoli, di approvvigionamento idrico e di scarsa possibilità di lavoro, impoverendole progressivamente, sia dal punto di vista economico che culturale. La loro continua ricerca di legna di conseguenza, usata sia per le attività quotidiane che come bene da rivendere, ha portato ad un inesorabile impoverimento del suolo.
La vita quotidiana del piccolo villaggio, i problemi quotidiani della popolazione come l’approvvigionamento idrico energetico ed alimentare sono raccontati a Trento, attraverso le testimonianze di alcuni appartenenti alla comunità Maasai di Mkuru, nella Tanzania settentrionale e le immagini del fotografo Carlo Mari.
La mostra affronta il tema complesso della desertificazione prendendo come esempio il popolo maasai, proponendo una riflessione su problematiche che appartengono però a molte altre popolazioni, che abitano il Sud del mondo. Il problema complesso della desertificazione e delle sue conseguenze sulle popolazioni, è affrontato anche da attività didattiche correlate al percorso espositivo in cui il visitatore potrà calcolare il suo impatto ecologico e scoprire piccole soluzioni per rendere più sostenibile il proprio stile di vita.
La mostra, organizzata dall’Istituto Oikos in collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, il Centro regionale di Intervento per la Cooperazione (Cric), il Museo Civico di Storia Naturale di Milano e l’Associazione Didattica museale (Adm), si avvale del Patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e dell’United Nations Convention to Combat Desertification.