Volevo soltanto una linea musicale che fosse portatrice di un’anima come quella che esisteva nei canti di epoche lontane. Arvo Pärt

La musica di Arvo Pärt è una musica di sofferenza e per esprimerla i mezzi utilizzati sono paradossalmente semplici: qualche nota, ripetizioni melodiche elementari, sequenze ritmiche ipnotizzanti, niente tonalità, niente modulazione e soprattutto silenzio. Un silenzio sottile che conferisce a questa musica un carattere così misterioso e struggente.
Un diario di questa ricerca del silenzio interiore e della spiritualità più intima, dove la musica conduce ineluttabilmente verso il profondo dell’anima umana. Arvo Pärt oggi è il compositore più amato dal pubblico, sebbene la sua comparsa in scena si limiti al minimo indispensabile. La sua attiva presenza al nostro Omaggio non può che rendere le serate uniche ed irripetibili. Diario dell’anima si presenta con quattro concerti ed una collaborazione, a testimoniare la straordinarietà dell’evento, tra Fondazione Musica per Roma e Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti e Accademia Filarmonica. Per la prima volta in Italia il musicista estone affida nuove creazioni a una formazione musicale italiana: il PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble.

In occasione del progetto, dal 22 al 31 gennaio 2010, verrà allestita nel foyer Sinopoli la mostra Arvo Pärt, un ritratto. Fotografie:1988-2006 di Roberto Masotti.

Arvo Pärt - Roberto Masotti
“Questo mio nuovo ritratto fotografico è rivolto ad Arvo Pärt, amico e grandissimo compositore estone. I precedenti, organizzati in mostra, sono stati negli anni, dedicati a John Cage, a Keith Jarrett, a Han Bennink, a Demetrio Stratos, Questo incontro è indissolubilmente legato a ECM e a Manfred Eicher, tramite riferimenti databili e precisi. Questo ritratto, si muove tra chiarezza ed evanescenza, è a un tempo essenziale e sfumato. In tutto sono una ventina di grandi fotografie; la selezione è iniziata in occasione della prima edizione per l’associazione Borderland a Sejny, in Polonia, ed è qui ampliata con poche immagini più recenti. Questo gruppo d’immagini, approvato dal compositore, e in collaborazione con ECM, è frutto di scelta feroce e non porta necessariamente a chiarire dato che l’artista e l’uomo possono essere solamente evocati, richiamati dalla forza delle immagini, in cui, spesso, lo sguardo così umano dell’artista  incontra il nostro e ci cattura”. Roberto Masotti