Historias minimas. Workshop con Karl Mancini

WSP Photography presenta “Historias Minimas” workshop di fotografia con Karl Mancini, il 18 e 19 maggio 2019.

“Ogni nostra fotografia è una parte di noi stessi, ci racconta, dice chi siamo e come siamo.”
Karl Mancini

Una buona foto è soprattutto il risultato della sinergia che si crea tra chi scatta e il soggetto che viene fotografato. Chi racconta per immagini deve riuscire a essere fedele alla realtà, mostrare la verità senza tralasciare le proprie emozioni. Realizzare una storia fotografica implica il dover raccontare se stessi e il mettersi totalmente in gioco. La presenza fisica del fotografo nella situazione da documentare non è sufficiente per entrare in intimità con ciò che si descrive e con i soggetti che si ritraggono, è necessario entrare in connessione a livello emotivo, coinvolgendo la propria interiorità. Questo procedimento spaventa perché ci impone uno scontro frontale con i propri limiti emotivi, con i filtri che ognuno pone tra sé e gli altri, che derivano dalle esperienze della nostra vita e che nascono da emozioni di vario tipo: insicurezza, paura delle persone, difficoltà a lasciarsi andare e a comunicare ciò che si prova, etc. Ogni fotografo, nel suo percorso professionale si trova prima o poi ad affrontare queste difficoltà.

Come riconoscere e superare i propri filtri?
Come vincere le proprie paure?
Come controllare le proprie emozioni quando si racconta una storia?

Obiettivo del workshop è entrare in contatto con la parte più emotiva di se stessi scoprendola nel proprio lavoro fotografico attraverso un approccio teorico analitico e l’esercitazione pratica.
Senza filtri, nella maniera più informale possibile, rompendo la barriera che spesso si crea tra docente e studente, come parlando tra amici trascorrendo alcune ore insieme.

Programma del workshop

Sabato 18 maggio 2019 ore 15-19

  • Presentazioni e introduzione al workshop.
  • Il reportage fotografico: cos’è e come si costruisce e traduce visivamente una storia, con particolare riferimento alle esperienze del fotografo e al suo percorso personale.
  • Visione e analisi di alcuni dei principali lavori del fotografo.
  • I diversi punti di vista e di approccio ad una storia: visione dei lavori di alcuni autori di riferimento e analisi del loro approccio alla fotografia di reportage (visione intimistica, narrativa, anti-narrativa, cinematografica, seriale, artistica, classica, contemporanea, familiare, o diaristica).

Domenica 19 maggio 2019 ore 10-13 / 14-19

  • Visione e analisi dei portfolio dei partecipanti. In particolare, ai partecipanti è richiesta la presentazione di un portfolio o un progetto fotografico finito o in corso sotto forma di stampe fotografiche (massimo 30, anche formato 13×18).
  • Esercitazione pratica “Catturare l’ombra”.
    Ad ogni partecipante è richiesto di portare:
    – 20 foto stampate della propria vita (dagli 0 anni ad oggi), attraverso cui raccontare la propria storia (momenti importanti belli e brutti, famiglia, matrimoni, perdite, eventi, viaggi);
    – un oggetto caro della propria vita;
    – la propria attrezzatura fotografica;
    – una frase, una poesia, una canzone o un testo in cui ci si riconosce.

A seconda dei casi, potrà essere svolto un esercizio di disorientamento bendati.

Costi e durata

Il costo del workshop è di 220 euro comprensivo della tessera ACSI obbligatoria, da versarsi in un’unica soluzione al momento della conferma di iscrizione*.

Speciale sconto earlybooking!
Costo di 200 euro per chi si iscrive entro il 19 aprile.
Speciale sconto studenti WSP!
Costo di 180 euro riservato agli studenti WSP Photography (sessioni ottobre 2018 e marzo 2019).

Numero minimo di partecipanti per attivare il workshop: 7 Numero massimo di partecipanti: 13

* La quota sarà restituita solo in caso di non attivazione del workshop.

Modalità di partecipazione

Il workshop si svolgerà presso la sede del WSP photography  a Roma, in via Costanzo Cloro 58 (Metro B San Paolo) nelle giornate e negli orari indicati.
Ai partecipanti è richiesta la presentazione di un portfolio o un progetto fotografico finito o in corso sotto forma di stampe fotografiche (massimo 30 foto, stampe anche in formato 13×18).
I partecipanti dovranno portare con sé la propria attrezzatura fotografica e tanta voglia di mettersi in discussione e lasciarsi andare!

Per iscriversi è necessario inviare una mail a: info@collettivowsp.org
Per ulteriori informazioni potete chiamarci al numero 328.17.95.463

Docente

Karl Mancini è un fotogiornalista italiano basato tra Roma e Buenos Aires. Ha studiato fotogiornalismo a New York presso l’International Center of Photography (ICP). Dal 2001 ha lavorato come fotoreporter e scrittore freelance in più di 90 paesi, con una particolare preferenza per l’Asia e il Sud America, seguendo gli eventi socio-storico-politici e concentrandosi in particolare su temi quali la violenza di genere (su cui sta lavorando da 12 anni), le conseguenze delle guerre, le minoranze, i diritti umani, le migrazioni, la tragica storia delle mine antiuomo (cui ha dedicato anni di lavoro). Il suo lavoro a lungo termine ‘Ni una Menos’ sul femminicidioe la violenza contro le donne è stato premiato, tra gli altri, ai Sony World Photography Awards, Luis Valtueña International Humanitarian AwardDays Japan International Photojournalism Award, Gomma Grants e Kolga Awards. I suoi lavori fotografici sono stati esposti negli USA, in Russia, Inghilterra, Spagna, Canada, Australia, India, Giappone, Italia, Grecia, Svizzera e in occasione di molti importanti festival internazionali vincendo premi in varie prestigiose competizioni internazionali. Collabora regolarmente con numerose ONG internazionali e i suoi reportage sono stati pubblicati su alcuni tra i più importanti magazine, giornali mondiali e riviste internazionali come Newsweek, Stern Magazin, Der Spiegel, Marie Claire, Vanity Fair, CNN, Internazionale, El País, El Mundo, Die Zeit, Corriere International, 6 Mois, Io Donna, NZZ, Il Venerdì, La Repubblica.Nel 2015 ha pubblicato un libro, ITALIANSKIJ, sulla comunità italiana in Crimea perseguitata e deportata nei campi di lavoro in Siberia e Kazakhstan durante le purghe staliniane. Dal 2014 al 2017 ha collaborato con l’agenzia internazionale Echo Photojournalism come membro staff.Attualmente lavora come fotogiornalista e videomaker freelance.